UNA BREVE STORIA DELL’OPÉRA GARNIER

 

VICINO ALL’HÔTEL GRAMONT

L'OPÉRA DI PARIGI

 

L’im

L’imponente Palais Garnier ci riporta all’epoca di Napoleone III e alle grandi trasformazioni della Parigi haussmanniana. Desideroso di dotare la capitale di una nuova Opera, l’Imperatore fece bandire nel 1860 un grande concorso internazionale al quale parteciparono 171 architetti. Con sorpresa generale, nel 1861 vinse Charles Garnier, allora appena trentacinquenne e ancora poco conosciuto.

I lavori iniziarono nel 1862 e assunsero rapidamente proporzioni imponenti. Muratori, scalpellini, carpentieri, scultori, pittori e decoratori si alternarono per anni per dare vita a questo immenso edificio di pietra, marmo e oro. Già nel 1867, quando i lavori non erano ancora terminati, la facciata venne svelata al pubblico e divenne subito un’attrazione parigina.

Ma la storia sconvolse il cantiere. La guerra del 1870 e poi l’assedio di Parigi interruppero i lavori: l’edificio, ancora incompiuto, venne requisito e trasformato prima in ospedale e poi in deposito di rifornimenti militari. Dopo la caduta di Napoleone III, Garnier dovette persino eliminare dalla sua opera alcuni simboli imperiali. Nel 1871, l’edificio fu occupato durante la Comune di Parigi, prima che i lavori riprendessero realmente.

Iniziata sotto l’Impero, la nuova Opera fu infine inaugurata sotto la Terza Repubblica il 5 gennaio 1875, alla presenza del presidente MacMahon. Capolavoro architettonico, al tempo stesso funzionale e sontuoso, si impose rapidamente come un punto di riferimento del teatro all’italiana e rimane ancora oggi uno dei monumenti più emblematici di Parigi.

ALCUNI PUNTI DI RIFERIMENTO

CHARLES
GARNIER


Le génial architecte Charles Garnier a construit l'Opera Garnier, proche de l'hôtel Gramont

Nel 1861, Charles Garnier vinse il concorso anonimo per la costruzione di una nuova Opera a Parigi. Aveva appena 35 anni, era ancora poco conosciuto dal grande pubblico e non aveva mai diretto un progetto di tale portata.

Dedicherà 14 anni della sua vita a quest’opera gigantesca. Quasi 2.000 operai parteciparono al cantiere, che richiese una straordinaria profusione di marmi, dorature, sculture e dipinti. Garnier immaginò tutto: la monumentalità della facciata, l’immenso scalone, i foyers, i percorsi interni e persino i più piccoli dettagli della decorazione.

Alla sua inaugurazione nel 1875, l’Opera impressionò tanto per le sue dimensioni quanto per la ricchezza dei suoi interni. Vera e propria opera d’arte totale, consacrò Charles Garnier nella storia e divenne uno dei pochi grandi monumenti parigini a portare il nome del proprio architetto.

AVENUE
DE L’OPÉRA


Per raggiungere più direttamente la nuova Opera dalla sua residenza alle Tuileries, Napoleone III chiese al prefetto Haussmann di aprire un grande viale nel cuore di Parigi. La futura avenue de l’Opéra offre una prospettiva maestosa sull’edificio di Charles Garnier e accompagna la trasformazione della capitale.

Opera Garnier by night close to Hotel Gramont

Il cantiere fu imponente: bisognava creare un’ampia arteria attraverso un tessuto urbano antico e molto denso, demolire numerosi edifici e ridisegnare un intero quartiere. L’avenue divenne uno dei grandi assi della Parigi haussmanniana, pensata tanto per la circolazione quanto per mettere in scena la città.

Charles Garnier, felice di una prospettiva così bella sul suo monumento, chiese una sola cosa: che lungo l’avenue non venissero piantati alberi, affinché nulla potesse nascondere la facciata dell’Opera o disturbare la vista dei passanti.

QUARTIERE
DELL’OPÉRA


L’Opéra Garnier si inserisce nel cuore del grande progetto di trasformazione di Parigi voluto da Napoleone III e guidato dal barone Haussmann. Non si trattava soltanto di costruire un nuovo teatro: l’Opera doveva diventare uno dei grandi punti di riferimento della capitale moderna, attorno al quale organizzare un intero quartiere.

Vennero aperti ampi viali per collegare il monumento alle Tuileries, al Louvre, ai Grands Boulevards e ai principali luoghi del potere. Queste prospettive monumentali rispondevano a una nuova ambizione: rendere Parigi più fluida e leggibile, ma anche più spettacolare, con un’architettura capace di partecipare pienamente alla messa in scena della capitale.

La posizione scelta era strategica. Vicina alla Bourse e ai Grands Boulevards, l’Opera si trovava nel cuore della Parigi degli affari, delle banche, del commercio e dei grandi magazzini allora in piena espansione. Intorno ad essa si concentravano teatri, caffè, ristoranti, hotel e luoghi di svago.

Il quartiere divenne così uno dei grandi scenari della Parigi del Secondo Impero: un luogo dove si lavorava, ci si mostrava, si usciva e si veniva a scoprire questo nuovo stile di vita parigino — mondano, vivace e decisamente moderno.

 
 

UN LAGO SOTTERRANEO

IL FANTASMA DELL’OPERA

 

A metà del XIX secolo, il quartiere dell’Opéra conservava ancora le tracce di antichi terreni paludosi. Sotto le strade appena aperte da Haussmann, il sottosuolo rimaneva saturo d’acqua. Nel 1862, durante lo scavo delle fondamenta, Charles Garnier scoprì a meno di otto metri di profondità una falda acquifera che invadeva continuamente il cantiere e che non riusciva a prosciugare del tutto.

Invece di lottare indefinitamente contro l’acqua, Garnier decise di integrarla nel suo progetto. Fece costruire sotto l’edificio un vasto bacino in muratura e impermeabile, destinato a raccogliere e contenere le infiltrazioni. Questo serbatoio permanente permetteva di controllare la pressione dell’acqua e contribuiva a stabilizzare l’edificio.

Nacque così il famoso “lago” sotterraneo dell’Opera. Invisibile agli spettatori ma assolutamente reale, questo misterioso bacino avrebbe alimentato a lungo l’immaginario collettivo. Gaston Leroux ne trasse ispirazione nel 1910 per Il Fantasma dell’Opera, dando vita a uno dei grandi miti legati al Palais Garnier, poi ripreso a teatro, al cinema e nel musical.

 

SCOPRI LA NOSTRA PAGINA SUL QUARTIERE DELL’OPÉRA GARNIER

Quick Response Code